Gli Etruschi: Il Popolo Misterioso Che Precedette Roma

Prima di Roma, c’erano gli Etruschi. Per secoli dominarono l’Italia centrale, costruirono città magnifiche, svilupparono un’arte raffinata. Poi Roma li assorbì e la loro civiltà scomparve — ma non prima di averle insegnato quasi tutto.

Chi erano

Chi erano
Chi erano

La questione delle origini etrusche ha tormentato gli storici fin dall’antichità. Erodoto li faceva venire dalla Lidia, in Asia Minore. Dionigi di Alicarnasso sosteneva che fossero autoctoni. La genetica moderna ha dato ragione a entrambi: il DNA etrusco mostra una componente anatolica, ma anche una forte continuità con le popolazioni italiche precedenti.

La loro lingua resta in gran parte un mistero. Sappiamo leggerla — l’alfabeto è di origine greca — ma capirla è un’altra cosa. Non è imparentata con nessuna lingua conosciuta. Abbiamo circa tredicimila iscrizioni, ma la maggior parte sono brevi formule funerarie o votive.

Le città

Le città
Le città

L’Etruria comprendeva gran parte della Toscana, dell’Umbria e del Lazio settentrionale. Le città principali — Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Chiusi, Volterra, Perugia — erano centri urbani sviluppati secoli prima che Roma diventasse qualcosa di più di un villaggio di capanne.

Gli Etruschi costruivano strade, acquedotti, sistemi fognari. Le loro case avevano atri centrali — un modello architettonico che Roma avrebbe adottato. Le loro tombe, scavate nella roccia e affrescate con scene di banchetti, danze e sport, sono tra le più belle del mondo antico.

Una società sorprendente

Una società sorprendente
Una società sorprendente

Le donne etrusche godevano di una libertà impensabile nel mondo greco e romano. Partecipavano ai banchetti sdraiandosi accanto ai mariti — cosa che i greci consideravano scandalosa. Avevano nomi propri, potevano ereditare proprietà, e alcune iscrizioni suggeriscono che potessero detenere cariche pubbliche.

Questa relativa parità tra i sessi era così diversa dalla norma antica che i greci e i romani la consideravano una prova di immoralità. Teopompo, storico greco, descrisse le donne etrusche come dissolute — ma la sua descrizione dice più sui pregiudizi greci che sulla realtà etrusca.

L’influenza su Roma

L’influenza su Roma
L’influenza su Roma

Roma fu governata da re etruschi — la dinastia dei Tarquini — fino al 509 a.C. Durante questo periodo, Roma si trasformò da villaggio in città. Il Tempio di Giove Capitolino, la Cloaca Maxima, il Circo Massimo — tutte opere del periodo etrusco.

I romani presero dagli Etruschi: l’arco e la volta in architettura, le tecniche di drenaggio e irrigazione, l’aruspicina (la divinazione dalle viscere degli animali), i giochI Gladiatori, la toga, i fasci littori (simbolo del potere magistratuale).

L’alfabeto latino deriva dall’alfabeto etrusco, che a sua volta deriva dal greco. Quando scriviamo in italiano, usiamo lettere che sono passate attraverso mani etrusche.

La fine

La fine
La fine

La conquista romana fu graduale. Veio cadde nel 396 a.C. dopo un assedio decennale. Le altre città seguirono nei due secoli successivi. Non fu sempre violenta — molte città si allearono volontariamente con Roma.

Gli Etruschi non scomparvero: si romanizzarono. Le grandi famiglie etrusche entrarono nell’élite romana. Mecenate, il famoso patrono di Virgilio e Orazio, era di origine etrusca. L’imperatore Claudio scrisse una storia degli Etruschi in venti volumi — purtroppo perduta.

La loro civiltà si dissolse nella romanità, come un fiume che si getta in uno più grande. Ma le sue acque continuano a scorrere.