Marco Polo e il Milione: Verità e Leggende del Più Grande Viaggiatore

Nel 1298, un mercante veneziano si trovava in una prigione genovese. Per passare il tempo, raccontava storie al compagno di cella, uno scrittore di nome Rustichello da Pisa. Le storie parlavano di un viaggio durato ventiquattro anni, da Venezia alla corte del Gran Khan. Il libro che ne nacque — il Milione — cambiò per sempre l’immagine che l’Europa aveva del mondo.

La partenza: 1271

La partenza: 1271
La partenza: 1271

Marco aveva diciassette anni quando partì da Venezia con il padre Niccolò e lo zio Matteo. I due mercanti erano già stati in Oriente e avevano incontrato Kublai Khan. Il viaggio attraverso la Persia, l’Afghanistan, il Pamir e il deserto del Gobi durò tre anni e mezzo.

Quando arrivarono a Shangdu nel 1275, Marco aveva ventuno anni e parlava già diverse lingue. Kublai Khan, secondo il Milione, lo prese al suo servizio.

Alla corte del Gran Khan

Alla corte del Gran Khan
Alla corte del Gran Khan

Marco racconta di essere diventato un funzionario fidato. Descrive città enormi, sistemi postali efficienti, carta moneta, l’uso del carbone — tutte cose sconosciute in Europa.

Le sue descrizioni di Hangzhou sono particolarmente vivide: dodicimila ponti, mercati giganteschi, bagni pubblici. I numeri sono esagerati, ma l’immagine complessiva corrisponde a quello che sappiamo della Cina Song e Yuan.

Quello che colpiva Marco non era la barbarie dell’Oriente — era la sua superiorità. La Cina del XIII secolo era più avanzata dell’Europa in quasi ogni campo.

I dubbi

I dubbi
I dubbi

Frances Wood nel 1995 sosteneva che Marco non fosse mai stato in Cina: il Milione non menziona la Grande Muraglia, il tè, la calligrafia cinese.

Sono obiezioni serie, ma hanno risposte. La Grande Muraglia come la conosciamo fu costruita dai Ming, secoli dopo. Marco si muoveva in ambienti mongoli, non cinesi. D’altra parte, il Milione contiene dettagli — sulla produzione del sale a Yangzhou, sulla topografia di certe regioni — difficili da inventare senza esserci stato.

La verità sta probabilmente nel mezzo: Marco fu davvero in Cina, ma il libro mescola esperienze dirette, racconti di seconda mano, e abbellimenti letterari.

L’impatto

L’impatto
L’impatto

Tra i lettori più attenti del Milione ci fu Cristoforo Colombo, che possedeva una copia annotata. Le note a margine mostrano che cercava indicazioni su come raggiungere le terre di Marco Polo. Quando salpò nel 1492, portava il Milione con sé.

Non arrivò mai in Cina. Ma scoprì qualcos’altro. In un certo senso, il viaggio di Marco Polo portò alla scoperta dell’America — per vie traverse, come spesso accade nella storia.